SPECIAL PROJECT

Parlando con le montagne e con il cielo (Loquens cum montibus et caelo)
CAPSULE PROJECT FOR (FESTIVAL FOR THE EARTH) di Monica Gorini
a cura di: Livia Savorelli
Partner: QUIDAM
Guardare una montagna significa confrontarsi con qualcosa che ci precede e ci oltrepassa. La sua materia, apparentemente immobile, custodisce tempi profondi, trasformazioni, sedimentazioni e tracce di una storia che continua a mutare. Il progetto nasce da questa relazione, interrogando il modo in cui l’essere umano guarda la natura e, attraverso di essa, guarda se stesso.
La montagna diventa così spazio fisico e mentale, soglia tra visibile e invisibile, luogo in cui materia, memoria, percezione e dimensione spirituale si incontrano. Le immagini e le installazioni costruiscono una geografia non soltanto del paesaggio, ma delle relazioni che lo attraversano: tra corpo e materia, cielo e terra, individuo e ambiente, tempo umano e tempo geologico. Le pietre, raccolte lungo i versanti e nei fiumi o provenienti dalle cave, portano con sé la memoria dei luoghi. I loro colori, le stratificazioni e le imperfezioni diventano una forma di linguaggio.
In Cunabula, il marmo Palissandro della Val d’Ossola entra in relazione con ferro e legno di recupero dando forma a una culla: un grembo simbolico che accoglie la materia e, insieme, la fragilità della vita. La montagna si trasforma in presenza materna, origine e custodia, ma anche in corpo vulnerabile. In La Porta, una struttura essenziale incornicia il paesaggio e restituisce allo spettatore la responsabilità dello sguardo. Non è la natura a diventare opera, ma l’opera a scomparire affinché la natura possa essere nuovamente vista. Il progetto invita a sostare davanti al paesaggio per riconoscere, oltre la sua dimensione visibile, una trama di connessioni profonde. Guardare diventa allora un atto di consapevolezza: un modo per comprendere che non siamo di fronte alla natura, ma dentro di essa.
Testo a cura di Livia Savorelli
Monica Gorini (Domodossola, 1967), vive e lavora tra Milano e il Lago d’Orta. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera, affianca all’arte la formazione in ambito pedagogico didattico.
Con un forte carattere esperienziale, la sua ricerca si avvale di diversi linguaggi (pittura, scultura, fotografia, video e installazioni) esprimendo un approccio cross-modale alla Natura, con una interconnessione tra i sensi molto vicina alla sinestesia, per stimolare una coscienza sociale e una nuova ecologia spirituale del mondo.


