
Allacciarsi le stringhe
A CURA DI SOFIA GIUNTINI
Attraverso il tempo, l’essere umano è in grado di scandire l’andamento della propria vita ed interpretare la costruzione del mondo. Questa ricerca a volte può essere fuorviante, in alcuni casi è sinonimo di cura, in altri ancora rappresenta l’unica maniera per riuscire a trovare la propria dimensione.
La poetica di Christopher Nolan è emblematica in tal senso: le sue pellicole spesso abbandonano la narrazione lineare per restituire un susseguirsi di momenti apparentemente sconnessi ma che solo alla fine si rivelano parte di un tessuto coerente. È da questo presupposto di non-linearità che Allacciarsi le stringhe si sviluppa: ispirandosi alle suggestioni di Interstellar - film in cui il tempo si manifesta come un parametro elastico e tangibile, deformato dalla gravità - il percorso espositivo indaga cosa definisca la successione degli eventi e come questi vengono interpretati dall’individuo.
La mente umana infatti tende a voler sistemare l’esistenza secondo ritmi precisi, nel tentativo di attribuire significati a circostanze che spesso non risultano chiare sin da subito. Tuttavia questo ordine può essere influenzato da fattori emotivi e naturali: i filosofi presocratici riconoscevano negli elementi organici un principio generatore dinamico. È da Aristotele però che si inizia a parlare di concetti come atto e potenza, cercando di decodificare il divenire della materia. Oggi, la fisica teorica si spinge oltre con la teoria delle stringhe, suggerendo che l'universo non sia composto da punti isolati, ma da filamenti di energia che vibrano in dimensioni multiple. In questa prospettiva il tempo e lo spazio perdono la loro rigidità per diventare un intreccio complesso in cui ogni parte risuona con le altre.
Dunque Allacciarsi le stringhe richiama da un lato l'interconnessione invisibile di queste linee cosmiche; dall'altro, evoca il gesto quotidiano e intimo della cura volta alla trasformazione sia personale che della materia.
ARTIST* IN MOSTRA:
Andres Felipe Castaño | Edoardo D’Agostino | Raffaele Di Vaia | Ginger | Diletta Gioacchini | IRC | JB | Daniele Lari | Anna Licata | Anna Lukina | Daniela Maestrelli | Natalia Elena Massi | Materia Perduta | MONIQUE DES ARTES | Daniela Mortarotti | Pognarte | Vincenzo Portuese | senzadubbioluci | Alessandro Sicco | Jessica Ticozzelli | Valentina Tomaselli | Wasch

La curatrice - Sofia Giuntini:
Sofia Giuntini nata a Poggibonsi (SI) nel 1997, abita e lavora a San Gimignano (SI). Nel 2020 si laurea in Fotografia presso la LABA di Firenze e nel 2025 partecipa al Master NICE in pratiche curatoriali. Dal 2021 lavora con la Coop. Sociale Culture Attive come operatrice culturale e dal 2022 come assistente di produzione per Galleria Continua. Dal 2025 cura la rubrica sulla fotografia professionale In Giostra per Giostre Edizioni ed ha curato la fanzine La materia del tempo nell’ambito di Vis A Vis di Fondazione Musei Senesi.


