
Liquida Winter Edition
PARATISSIMA FOOLISH ospita la quarta edizione di Liquida Winter Edition
Liquida torna con una WINTER EDITION che raccoglie alcune delle storie incontrate a maggio e ne accoglie di nuove. Le immagini cambiano spazio e stagione, ma continuano a generare incontri e a suggerire modi diversi di guardare ciò che ci circonda.
Il percorso ritrova Paolo Covino, vincitore dell’edizione di maggio con Sacrari, un lavoro che attraversa i luoghi della memoria e dell’abbandono, cercando nel paesaggio le tracce di chi lo ha abitato. Tornano anche i vincitori del Group Show, con ricerche che proseguono il dialogo iniziato a Liquida, mentre la nuova call Single Photo porta in mostra i suoi vincitori e dà spazio alla forza dello scatto singolo: un’immagine capace, da sola, di aprire una storia e lasciarla risuonare oltre i suoi confini.
In occasione di Foolish, tema di Paratissima, questa costellazione di sguardi incontra Wild Girlhood di Francesca Tilio. Tra i prati e le montagne di Castelluccio di Norcia, tre ragazze corrono, saltano e danzano. Sono sulla soglia dell’adolescenza, in un momento in cui tutto sembra ancora possibile e il corpo può seguire un impulso senza chiedersi dove lo porterà. Nella loro gioia indomita, Foolish prende la forma del gioco, della libertà di fare qualcosa senza uno scopo e senza il timore di apparire fuori posto.
Così Liquida WINTER EDITION intreccia ciò che resta e ciò che comincia, invitandoci a tornare sulle immagini con occhi nuovi e a lasciarci sorprendere da quelle che incontriamo per la prima volta.
Progetti in mostra:
Liquida Grant 2026
Liquida Single Photo 2026
Sacrari di Paolo Covino - Vincitore della Menzione Speciale Paratissima Art Week Prize
Wild Girlhood di Francesca Tilio
Liquida Single Photo
In continuità con il Group Show della Main Edition, il Single Photo premia i migliori scatti singoli ricevuti tramite l’opencall dedicata: perché un’immagine può essere capace, da sola, di aprire una storia e lasciarla risuonare oltre i suoi confini, di richiamare scenari familiari o sconosciuti che risuonano con le vibrazioni di chi guarda. Una selezione che si concentra su giochi tra luci e ombre, fra forme e colori, mettendo in dialogo tra loro 10 autori nazionali e internazionali per ricordare come nel quotidiano spesso di nascondano spesso l’inconsueto e la magia.
Autor* in mostra:
Sacrari
Paolo Covino - Menzione Speciale Paratissima Art Week Prize
Nel paesaggio rurale salentino, pajare, furniddi e lamie raccontano ancora oggi il lavoro di generazioni che hanno abitato e coltivato questa terra. Costruite in pietra a secco con materiali raccolti sul posto, servivano principalmente come riparo durante il giorno o come soggiorni stagionali. Erano luoghi di lavoro, ma anche spazi da proteggere: per questo nei muri potevano trovare posto croci e immagini votive, segni della fede e delle credenze che accompagnavano la vita contadina.. Per molto tempo queste costruzioni sono rimaste immerse negli uliveti, quasi nascoste, e dunque protette, dalle chiome. Oggi la diffusione della Xylella ha cambiato ciò che le circonda: molti alberi sono morti, altri sono stati tagliati o lasciati seccare, e le pajare sono tornate visibili. Alcune cadono in rovina, altre sono state restaurate, altre resistono tra i tronchi spogli.
“Sacrari” di Paolo Covino nasce da questo incontro tra ciò che è scomparso e ciò che resta. Fotografare le pajare di notte, quando il buio attenua i segni più immediati della devastazione e la luce permette di soffermarsi sulle loro forme, vuol dire rintracciare attraverso queste costruzioni la memoria dei gesti e delle fatiche di chi ha vissuto degli ulivi, ma anche la misura di quanto profondamente sia cambiato il paesaggio salentino. Illuminarle non significa cancellare la perdita o immaginare che tutto possa tornare com’era, bensì è un modo per guardare ciò che è ancora qui e chiedersi quale futuro possa prendere forma a partire da questa eredità.
Paolo Covino, classe 1983. Vive a Pietrelcina e lavora a Napoli. Intraprende i suoi studi fotografici e nel 2017 entra a far parte del Laboratorio Irregolare di Antonio Biasiucci. Con la sua ricerca visiva, esplora l'entroterra come spazio universale di riflessione e memoria. Rivela le pieghe di un paesaggio fragile, interrogandosi sulle tracce del passato e sulle ferite silenziose di un territorio sospeso tra la vita che resiste e il definitivo oblio.


Wild Girlhood di Francesca Tilio
Un progetto realizzato per Leica Italia - Castelluccio di Norcia, Monti Sibillini
A dodici anni si corre senza sapere dove si arriverà o dove si vuole arrivare: si salta, si danza, si lascia che il vento scompigli i capelli e che il corpo trovi da sé la propria strada. In Wild Girlhood, Francesca Tilio segue sua figlia Dora e due amiche tra i prati incontaminati e sterminati di Castelluccio di Norcia, in quel tempo sospeso in cui l’infanzia comincia a finire, ma la libertà possiede ancora qualcosa di selvatico.
Il tema Foolish di Paratissima trova in queste immagini una forma lieve e istintiva: la libertà di fare qualcosa senza chiedersi se sia utile, sensato o appropriato. Le ragazze corrono senza una meta, giocano senza cercare una ragione, occupano lo spazio senza chiedere permesso. Nei loro gesti, ciò che crescendo impariamo a chiamare “sciocco” rivela ancora una possibilità preziosa: quella di esprimersi senza sovrastrutture o costrutti sociali di legittimazione o compiacimento altrui. Wild Girlhood trattiene proprio questa luce, appena prima che arrivino le regole a suggerire come muoversi, come apparire, chi diventare.
Francesca Tilio è fotografa e artista. La sua ricerca, intima e profonda, è un’indagine sull’essere umano e la sua relazione con il paesaggio. Ritratti, campagne di comunicazione, racconti fotografici e laboratori sono i temi principali del suo lavoro. Pubblicata e in mostra in Italia e all’estero, negli anni ha ricevuto premi e riconoscimenti. Ideatrice e direttrice artistica di Passeggeri, raccontare il mondo contemporaneo attraverso la fotografia autoriale, la scrittura e la grafica, ispirato alla rivista magazine The Passenger, edito da Iperborea.
Dopo il successo ottenuto nella V edizione di Liquida Photofestival, tornano in mostra per Liquida Winter Edition, i 10 scatti vincitori di Liquida Grant 2026.
Chiara Bonetti - “Billy al guardaroba” | Annalisa Caroni - “Ad occhi chiusi” | Su Cassiano - “Loup in the Woods” | Vincent Karcher - “Wild Muse” | Alice Muratore - “A Thousand Hyphae in the Air” | Alicia Nieto - “Stargirl” | Danae Panagiotidi - “We Live Inside a Dream” | André Ramos-Woodard - “Embrace (Belly to Belly)” | Chiara Francesca Rizzuti - “Funghi Psilocybe Cubensis” | Odysseas Tsompanoglou - “Dreaming of a Dreamless Dream”

Liquida Photofestival - April 2026 (PH: Vincenzo Parlati)

Laura Tota - La curatrice:
Curatrice Indipendente e Direttrice Artistica Liquida Photofestival
Curatrice indipendente di progetti legati alla fotografia e all’arte contemporanea. Dal 2017 segue la curatela delle attività fotografiche di Paratissima. Ricopre il ruolo di Exhibition Coordinator presso alcuni tra i più importanti festival di fotografia in Italia tra cui PhEST, EXPOSED e Photolux. Appassionata di fotografia contemporanea e scouting, dal 2022 è Direttrice Artistica di Liquida Photofestival.












