Paratissima Factory Murazzi – Vincitori

Paratissima Factory murazzi

Testo introduttivo

Gli artisti selezionati
Testatonda_Foto team

TESTATONDA

Testatonda è uno studio di progettazione con base a Torino, ma dalle molteplici influenze nella sua identità più profonda: Milano, Barcellona e Roma sono gli scenari metropolitani sociali e culturali di un percorso di formazione e di lavoro in continuo divenire. Il gruppo formato da Nicolò Corigliano, Matteo Minello e Valter Cagna basa la propria ricerca sull’intuitività dell’eleganza e la pluralità delle sue forme, individuando nelle smagliature e nei particolari difformi il criterio di qualsiasi bellezza possibile. Il nome, Testatonda, si ispira al chiodo a testa tonda, elemento di congiunzione tra il mondo del ferro e quello del legno, sintesi perfetta delle differenti anime che articolano il gruppo, i cui membri possiedono competenze trasversali che vanno dal design all’antropologia. Un’unione non solo tra materiali eterogenei ma anche tra individualità uniche definite da precisi percorsi di formazione e professionali.

Si dice che ogni nome indichi un presagio, nonostante nessuno scelga il proprio. Si dice che ogni nome decida dell’eredità di una gene- razione all’altra e attesti della continuità inattesa di un progetto. Forse è per questo che ogni momento aurorale comincia sempre con un nome; il nostro è TestaTonda.

Nato dall’incontro tra architettura e design, il nostro sogno è quello di disegnare arredi, inventare collezioni e realizzarne i prototipi dentro il nostro antico laboratorio torinese; immaginare forme elementari, rea- lizzarne il punto zero.
Come per il chiodo a testa tonda, forgiato dalla creativa ripetizione della costanza artigiana, pensiamo ad oggetti intuitivi, in grado di con- giungere funzionalità e ricercatezza. Ci ispiriamo all’intuitività dell’eleganza e alla pluralità delle sue forme, ma vediamo nelle smagliature e nei particolari difformi il criterio di qualsiasi bellezza possibile.

Se è vero che – nomen omen – ogni nome indica un presagio, facciamo di TestaTonda il segno di questo progetto.

Guido Nosari

GUIDO NOSARI DE DANIELI

Guido Nosari De Danieli vive e lavora tra Bergamo, Milano e Berlino.

La sua ricerca si basa sul rapporto tra abito e corpo, pelle e tessuto, svestimento e sguardo. Indaga le modalità contemporanee di presentazione e rapporto del corpo con il mondo esterno.

Vincitore di numerosi premi, ha partecipato a residenze d’artista internazionali; tra le mostre più significative: l’installazione al Museum of Jewish Culture di Berlino, il premio decennale della Modena Photography Foundation, la mostra personale allo Shang Yuan Modern Art Museum di Pechino.

Il lavoro di Guido Nosari De Danieli è incentrato sulla presenza e assenza del corpo, sul suo apparire al mondo come disvelamento di una superficie e al contempo contenitore disatteso.

La sua ricerca artistica si muove su due binari paralleli, pittorico e installativo, dove l’elemento tessile è spesso protagonista.

Nella ricerca pittorica il corpo umano è ritratto distorto dai media contemporanei: immagini prese da frame decontestualizzati di video trovati nella rete, fotografati, situazioni complesse eppure incomprensibili, rimpicciolite in minuscole carte e offerte allo sguardo isolate. Grandi tele invece ritraggono vestiti vuoti, prima e dopo essere stati indossati, appesi negli armadi o abbandonati al suolo. Gli abiti come luoghi di un abitare di passaggio di un corpo nudo che cerca di privarsi allo sguardo altrui, che fugge la possibilità di essere visto con definizione.

Nelle installazioni il materiale tessile è invece direttamente adoperato per creare spazi dove memoria e contemporaneo dialogano: centrini fuori scala, vestiti troppo ampi e trapuntati che coprono e distorcono i corpi, perdendoli in una rete di materiali e gesti che richiamano le memorie famigliari in contrasto con i linguaggi della società. Pelle e abito che si confondono rivoltando l’interno nell’esterno e viceversa, dove il vestito diventa nuova pelle e la pelle il primo vestito. Anche in questo caso il corpo è presupposto ma assente, pronto a dare questo ruolo all’osservatore.