SPECIAL PROJECT

1 Caffè ETS - Charity Partner
SHOEFITI - Scarpe nell'aria di Mariagrazia Abbaldo - Paolo Albertelli | Studio C&C
a cura di Studio C&C
Partner tecnici: Associazione Culturale Compagne di banco, Carioca S.p.A., Depetit
Lo shoefiti è un gesto urbano ormai molto diffuso. È nato dal lancio di un paio di scarpe, legate tra loro, sopra un cavo o un albero, dove rimangono sospese e fuori dalla loro funzione abituale. Un gesto semplice e immediato che trasforma, per un momento, un oggetto quotidiano in un segno. E qualcosa di simile accade anche nella serie Shoefiti ideata da Paolo Albertelli e Mariagrazia Abbaldo, il cui lavoro sul paesaggio parte spesso dalla possibilità di modificarne la percezione attraverso l’inserimento di elementi inattesi, capaci di aprire nuove modalità di relazione con il contesto.
Il paesaggio non è più soltanto uno sfondo, ma un luogo che può essere attraversato, osservato e temporaneamente riscritto. L’idea di Shoefiti è semplice, il tempo dell’azione breve e immediato, eppure quelle forme sospese aprono alcuni interrogativi: cosa accade quando un gesto diventa immagine, memoria, racconto? E cosa accade quando quello stesso gesto diventa diffuso e collettivo? Lo shoefiti proposto dai due artisti per l’associazione 1 Caffè ETS, nell’ambito di Paratissima, nasce proprio da queste domande.
L’idea è coinvolgere il pubblico invitandolo a colorare o a scrivere, su una sagoma di scarpa, un breve pensiero, un dono per trasformare una molteplicità di interventi individuali in un segno comune. Le sagome, riunite e sospese, diventano una sorta di scultura collettiva: non tanto un oggetto da contemplare, quanto la traccia di un’esperienza condivisa.
Il valore non è tanto nell’oggetto quanto nel paesaggio che si produce tra intenzione e movimento. Nel trasformare un gesto quotidiano in scultura, Albertelli e Abbaldo propongono un piccolo atto di disobbedienza, una forma di appropriazione temporanea dello spazio, dove per un istante il quotidiano cambia forma e apre la possibilità di attraversare un confine, spostare una misura, immaginare che uno spazio comune possa essere ancora inventato.
Testo a cura di Lisa Parola
Il lavoro dei due artisti è caratterizzato da una ricerca sull’espressività del segno quale rapporto tra disegno e tecniche del taglio laser, fusione e stampa 3d con metalli diversi. Sculture dedicate al tema del Paesaggio che ritagliano profili tra Terra e Cielo. Rappresentano la Natura che attraversa gli edifici quasi a volerci ricordare l’importanza della sua esistenza, è un invito a una riflessione sulla condizione umana e sulla necessità di instaurare relazioni armoniche all’interno dell’ecosistema in cui viviamo.


