SPECIAL PROJECT

The Sky Is Full Of Life di Thoma Sehnsucht
a cura di Martina Ghignatti
Guardare il cielo significa confrontarsi con uno spazio che, prima ancora di essere misurato, è stato immaginato. Per secoli l’essere umano ha unito punti distanti, riconosciuto figure nell’oscurità e attribuito loro nomi, storie e significati. È da questo gesto ancestrale che prende forma The Sky Is Full of Life, progetto di Thoma Sehnsucht: dalla necessità di proiettare vita là dove sembra esserci soltanto vuoto.
Su superfici nere forme organiche e costellazioni emergono attraverso il segno chiaro dell’inchiostro, sospese tra organismo e corpo celeste, quasi interrogando l’impulso che porta continuamente l’Uomo a generare mondi impossibili. Il disegno diventa così un atto di insistenza: tracciare una forma significa sottrarla, almeno temporaneamente, all’indistinto.
In questa tensione, immaginazione e vita sembrano condividere lo stesso movimento: entrambe producono forme, proliferano, resistono alla possibilità dell’estinzione e l’oscurità diventa uno spazio ancora disponibile alla visione.
Il cielo è quindi metafora e materia di questa ricerca, ma anche qualcosa di progressivamente più difficile da osservare. La sua scomparsa dalla nostra esperienza quotidiana, a causa dell’inquinamento luminoso sempre più costante, rende ancora più urgente il gesto di Sehnsucht: continuare a guardare ciò che non conosciamo e, attraverso il segno, tentare di renderlo visibile.
È forse proprio nella distanza tra ciò che vediamo e ciò che desideriamo trovare che si colloca la sua ricerca: Sehnsucht (tedesco, /ˈzeːnˌzʊxt/), il desiderio di qualcosa che esiste appena oltre ciò che siamo capaci di nominare.
Testo a cura di Martina Ghignatti
Thoma Sehnsucht lavora sotto pseudonimo, scegliendo di restare un passo dietro all'opera. La sua pratica è fondata sulla convinzione che ogni conversazione sull'arte debba partire da ciò che è dentro la cornice.
Le mostre recenti includono Liquid Sky, Lieu – NonLieu e Replay – Il vizio dell'errore, mostre collettive a cura di Benedetta Spagnuolo, e Biennale di Sondrio 2026.
Nel 2026 è stato selezionato Finalista al 53º Premio Suzzara e tra gli Artisti Segnalati al 17º Premio Combat.


