
After God
Forme di spiritualità altra
a cura di Fabiola Mangieri e Sara Sirugo
L’instabilità del presente si riflette nel disincanto generale e in una irrequietezza spirituale diffusa. Questi vennero riconosciuti come tratti distintivi dell’ideologia dominante del capitalismo già un secolo fa, quando nel saggio “La scienza come professione” (1919), Max Weber descrive la modernità come un’epoca disincantata, segnata da una crescente razionalizzazione e secolarizzazione che hanno causato l’eliminazione della magia nel mondo. Questo processo ha progressivamente provocato una perdita di certezze nell’individuo che, non riuscendo più a trovare conforto e rifugio nella spiritualità tradizionale, ricerca un senso provando a risignificare la realtà e a scardinare il mito del progresso.
Il bisogno di trascendenza si configura quindi come vera e propria strategia di sopravvivenza e si manifesta in un ritorno a ciò che è considerato “folle, infantile e primitivo” dal pensiero “razionale, bianco e patriarcale”.
Come suggerisce il filosofo Byung-Chul Han, la riscoperta di pratiche rituali e simboliche risponde al bisogno di stabilizzare il tempo, sottraendo la vita al flusso distruttivo della pura produzione e della performance odierna. Le fiabe, il folklore e i miti vengono oggi ripresi per offrire nuove chiavi di lettura della contemporaneità e per intrecciare la narrazione presente con i racconti di un passato leggendario abitato da fate, spiriti ed entità ultraterrene. La rielaborazione di simboli e l’immaginazione dell’invisibile costituiscono un ulteriore antidoto al disincanto moderno, permettendo di guardare il mondo con ritrovata meraviglia.
Per re-incantare la propria quotidianità, l’essere umano compie - consapevolmente e non - rituali personali e collettivi, traendo ispirazione dall’esoterismo, dall’osservazione degli astri e dalla stregoneria. Il soprannaturale, la divinazione e le pratiche di meditazione e raccoglimento sono strumenti in grado di aprire portali verso un Altrove, attraverso la creazione di spazi intimi e liminali che si sottraggono alle dinamiche di questa era dominata dall’iper-produttività e dalla disillusione. Gli incantesimi diventano preghiere alternative, la lettura delle mani rimpiazza la dottrina dei testi sacri e i circoli iniziatici prendono il posto delle congregazioni religiose. La magia ridefinisce così il sacro e, tramite l’ideazione di rituali sostitutivi, la rinnovata consapevolezza spirituale porta a un senso di elevazione e liberazione dall’oppressione odierna.
Attraverso le più varie forme di spiritualità emergenti, capaci di attivare processi di trasformazione e catarsi, ognuno ha la possibilità di rimarginare le ferite causate dal presente e ricongiungersi all’invisibile, a qualcosa di superiore e con ciò che appare dimenticato. Riconnettersi con sé stessə, ristabilire legami con la natura e il cosmo e instaurare relazioni con le altre persone sono pratiche che consentono la riscoperta di una dimensione panteistica dell’esistenza. In un’epoca segnata da crisi e disorientamento, le formule del re-incanto diventano quindi sinonimo di resistenza e permettono di reinventarsi, dando voce a forme altre di misticismo.
Per info: [email protected]
ARTISTI IN MOSTRA
Marco Balbi Dipalma | Serena Ciccone | Lisa Fontanari | GAS | Michele Imperiale | JB | M'ALE | Valerio Perino | Sara Principi
Curatrici:
Fabiola Mangieri e Sara Sirugo



