
Liquida EdiTable
Learning and Unlearning è il tema della quinta edizione di Liquida Photofestival, un invito a riflettere sul processo continuo di apprendimento e disapprendimento che accompagna il nostro modo di guardare il mondo. Imparare non è mai un atto definitivo, ogni conoscenza si trasforma, si stratifica, si mette in discussione attraverso il tempo e l’esperienza. I libri fotografici, selezionati dal bookshop Artphilein di Lugano, in Svizzera, diventano così strumenti di rilettura, capaci di aprire nuovi significati. In questo senso, il libro si configura come uno dei veicoli privilegiati, se non il principale, per esercitare il ripensamento delle regole e delle prospettive acquisite. Questa selezione invita a confrontarsi con storie lontane dalla nostra quotidianità e dalle nostre percezioni, generando dubbi e interrogativi su ciò che davamo per acquisito e definitivo.
La selezione include volumi provenienti da case editrici di rilievo nel panorama internazionale dell’editoria indipendente e di ricerca, come Depart Pour L’image, Blow Up Press e Kult Books.
La sezione Editable è a cura di Vittoria Fragapane.

EdiTable 2025 Ph. Vincenzo Parlati
Le pubblicazioni in esposizione:

"Unlike Flowers" di Francesco Pennacchio
Vincitore Arphilein Prize 2025
"Dopo quasi trent’anni di silenzio, apro l’armadio dove avevo custodito il ricordo e l’assenza di mia madre, scomparsa quando avevo due anni. Il progetto ripercorre le tracce che ha lasciato, cercando frammenti di una persona che non posso ricordare. Attraverso immagini, polaroid e archivio familiare, metto in dialogo natura e memoria, tentando di avvicinarmi a lei e ricostruire, per quanto possibile, un punto d’incontro tra noi." Francesco Pennacchio
Blank Verse, Maria Siorba, Depart pour l’image (2025)
Nel suo libro d'esordio, Maria Siorba esplora le connessioni che sottendono le dinamiche emotive della nostra generazione. La fotografia risponde a una chiamata segreta che sembra penetrare le trame del pensiero come la luce del sole attraverso una tenda in una stanza in penombra. In Blank Verse, l'interrogativo sulla prospettiva soggettiva e relazionale, rispetto all'inaccessibilità di qualsiasi fenomeno interiore, assume la forma di un flusso silenzioso di esercizi di telepatia, apparizioni lunari e attrazioni magnetiche. Le superfici color rame che si alternano lungo l'intera sequenza rivelano la natura metafisica dell'esplorazione dell'identità, trasformando le immagini in messaggere provenienti dal regno sotterraneo delle sensazioni.

Fine Pena Mai, Veronica Barbato, Artphilein Editions (2025)
Fine Pena Mai di Veronica Barbato è un progetto fotografico che dà voce agli “altri detenuti”: le famiglie e i cari di chi si trova in carcere. Genitori, figli, coniugi e compagni che, senza alcuna colpa, subiscono una condanna invisibile fatta di assenza, stigma, solitudine e vite sospese. Attraverso immagini potenti e testi poetici, Barbato rivela l'impatto silenzioso della reclusione su coloro che restano fuori dalle mura del carcere, offrendo una prospettiva intima ma al contempo universale.

Another Patch of Sky, Brian Chorski, Guest editions (2025)
Il primo fotolibro dell'artista statunitense Brian Chorski esplora il West americano e il suo ruolo nell'offrire un luogo dove trovare la libertà. Nel corso di diverse estati, Another Patch of Sky si muove oniricamente attraverso spazi aperti e indefiniti, alla ricerca di nient'altro che una via di fuga. Senza chiedere spiegazioni o ragioni, l'unica domanda è se la terra possa offrire la stessa cosa. Offrire conforto senza giudizio. Assorbire senza riflettere. Esistere come puro oggetto del nostro desiderio e del disperato bisogno di essere altrove.

Closer, Alessandro Trapezio, Self published (2022)
Closer è un omaggio alla celebre serie fotografica di Dino Pedriali, a cui Pier Paolo Pasolini affidò il compito di realizzare alcuni scatti – tra i ritratti più intimi del famoso intellettuale italiano – a corredo del suo romanzo incompiuto Petrolio, la sua opera più complessa e tormentata. Pasolini si spoglia, apre il libro, si siede sul grande letto, nudo nella sua stanza, colto nella sua intimità. Dino fotografa quel corpo snello e bellissimo attraverso la finestra, in posa come un modello che finge di non sapere di essere osservato, ma chiaramente compiaciuto di essere oggetto di voyeurismo e desiderio. Gaia Ginevra Giorgi, poetessa e performer, si spoglia mentre legge un libro di poesie, fotografata da Alessandro Trapezio nell'oscurità della sera. Viene osservata e fotografata senza ricevere alcuna indicazione; le sue azioni sono guidate dalle dinamiche dell'ambiente ricreato per lei.

You Can't Go Home Again, Antigoni Papantoni, Zoetrope (2024)
In You Can't Go Home Again, Antigoni Papantoni riflette sulle sue esperienze dell'ultimo decennio, sentendosi come un marinaio alla deriva tra culture, perdendo gradualmente il senso di appartenenza. Questo senso di disorientamento l'ha ispirata a sviluppare una pratica fotografica intuitiva e autobiografica che esplora i concetti sfuggenti di casa e identità. Il libro si dispiega come un road movie visivo, rispecchiando un viaggio dall'estraneità all'intimità. Funge da guida attraverso il difficile processo di ricerca di un luogo di rifugio, un porto sicuro in cui tornare a casa.

Tante Simone, Dominique Nabokov, Apartamento (2023)
La fotografa Dominique Nabokov è stata cresciuta dalla zia Simone dall'età di quattro anni, in una casa indipendente circondata da un modesto giardino nella cittadina francese di Compiègne. Quegli anni formativi furono un mix di quotidianità – dai picnic ai viaggi in auto sulla Deux Chevaux di famiglia – e di vividi sogni ad occhi aperti alimentati dalla sua fascinazione per Hollywood e le sue star. Dopo la morte della zia nel 1999, Dominique decise di fotografare la casa, così come era stata lasciata, per conservare una testimonianza del luogo in cui tutto ebbe inizio e un ricordo della persona che l'aveva abitata.

Are We There, Jenni Toivonen, Kult Books (2025)
Nel 1929, i bisnonni di Jenni Toivonen lasciarono tutto e si trasferirono con la famiglia in Brasile. Facevano parte di un gruppo di finlandesi, guidati dal pastore e giardiniere Toivo Uuskallio, che speravano di separarsi dalla società capitalista e vivere in armonia con la natura. Si stabilirono su un terreno circondato dalla Foresta Atlantica nello stato di Rio de Janeiro, dove fondarono la comunità di Penedo. Penedo divenne uno degli esempi più noti di migrazione utopica finlandese, un movimento di casi simili che si verificò tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Molti ricordi di questo periodo nella famiglia di Jenni sono conservati attraverso gli scritti, le fotografie, la musica brasiliana e i racconti della sua prozia, che continuano a circolare ed evolversi di generazione in generazione.

Dictionary of Modern Love Terms, Sofia Guzzo, Boite Editions (2025)
Dictionary of Modern Love Terms di Sofia Guzzo è un'esplorazione visiva della trasformazione delle relazioni sentimentali nell'era del capitalismo digitale e della cultura dello "swipe". La collezione di oggetti lasciati dietro di sé dopo incontri indefiniti funge da testimonianza materiale di una nuova cultura emotiva, in cui l'intimità perde stabilità e diventa superficiale e prevalentemente consumistica. Ogni fotografia è accompagnata da un termine del lessico digitale contemporaneo dell'amore: "ghosting", "orbiting", "breadcrumbing". Questi termini non solo descrivono comportamenti emergenti, ma indicano anche un passaggio dal coinvolgimento emotivo al distanziamento emotivo. Il linguaggio utilizzato oggi per descrivere i sentimenti diventa tecnico, il che di per sé segnala una crisi di intimità.

Murmuring of the Skin, Olivia Arthur, Void (2025)
Murmuring of the Skin è un'esplorazione del legame umano con il corpo, dell'intersezione tra corpo e tecnologia e del bisogno umano di contatto fisico. Per quasi otto anni, Olivia Arthur ha realizzato opere che analizzano il rapporto delle persone con il proprio corpo, cosa significhi sentirsi a proprio agio nella propria pelle e l'importanza del tatto e dell'intimità. Questo lavoro ha incluso una serie sui giovani, la fisicità e la sessualità, la stabilità e la robotica, il tatto, i gesti e la solitudine ai tempi del COVID. L'opera è stata ispirata dalla sua gravidanza e dalla nascita dei suoi due figli, le cui immagini compaiono in tutta la serie.

I'm Okay, Anna Izquierdo Gilabert, Terranova (2022)
I’m Okay è il primo libro della fotografa e artista Anna Izquierdo Gilabert, che vive e lavora a Barcellona. L'autrice rivisita le proprie immagini adolescenziali per tracciare un collegamento tra queste e quelle di altre ragazze di epoche storiche diverse che, come lei, hanno utilizzato la fotografia come strumento di autoconoscenza, messa in scena, sperimentazione e presunto controllo del proprio aspetto. Il titolo del libro intende riassumere i misteriosi sentimenti delle adolescenti, sospesi tra il bene e il male, tra l'essere bambine e l'essere adulte e, in breve, tra il saper esprimere chiaramente i propri sentimenti e il saperlo fare.

The Well, Sarah Walker, Perimeter Books (2024)
Il concetto di The Well (Il Pozzo) è ricco di potenziale metaforico e simbolico per l'artista di Melbourne Sarah Walker. Titolo del suo terzo libro per Perimeter Editions, l'idea rappresenta un luogo di presagio, riflessione e rinnovamento: un posto dove le correnti del passato, del presente e del futuro si intrecciano e si fondono. Le immagini che hanno dato origine al progetto sono nate da un periodo di grande solitudine e sconvolgimento personale per Walker, che descrive questi primi lavori come una serie privata di "contemplazioni su amore, crepacuore, dolore, famiglia e incertezza". Non aveva intenzione di esporre le immagini; esistevano come semplici studi di un periodo e di uno stato d'animo personale. Fu solo dopo una visita da una sensitiva – un tentativo di uscire da una situazione di stallo – che le cose iniziarono a cambiare. L'artista ricorda vividamente l'esperienza. "Lei conosceva le persone a me più care, le decisioni che dovevo prendere e ciò che mi stava a cuore", ricorda Walker. "La sensitiva aveva predetto le immagini che stavo già creando."

Le Monde Ou Rien, Angelo Leonardo, Altana Club (2025)
Diego ha nove anni, è curioso, energico e mai un attimo fermo. La scuola non sempre riesce a contenere la sua vivacità, e spesso viene mandato fuori dall'aula, lasciato solo in una stanza. Ma è in quelle ore, circondato da pezzi di cartone e materiali di scarto, che Diego inizia a delineare un mondo interiore difficile da afferrare: un flusso di colori e forme, espressione di bellezza e inquietudine.Quel mondo ne riflette un altro: quello fatto di case popolari, fratelli e amici. Il mondo di Quarto Oggiaro, come molti altri quartieri della periferia di Milano, sopravvive grazie all'ingegnosità e ai rituali, ai conflitti e alle celebrazioni, brevemente sotto i riflettori dei notiziari, per poi svanire di nuovo nell'ombra dell'indifferenza. Le Monde Ou Rien raccoglie fotografie scattate tra il 2019 e il 2023 nei quartieri di Quarto Oggiaro, San Siro, Barona, Cinisello, Rozzano, Bovisasca, Cerkovo, La Trecca, Piazza Prealpi e Corvetto. I disegni sono stati realizzati da Diego Guarino nel 2019.

Ma mère la source, Camille Carbonaro, Macaronibooks (2025)
Ma mère la source è un'archeologia visiva che mette in discussione la filiazione matrilineare e il lessico familiare. Nata a Marsiglia, Camille Carbonaro proviene da una famiglia di origini italiane che ha inventato, nel corso delle generazioni, tradizioni, espressioni e superstizioni proprie, fondendo Provenza, Marsiglia, Italia e Mediterraneo. Legata allo status matriarcale della sua famiglia e all'importante ruolo svolto dalle donne nella trasmissione di usi, costumi, credenze, ricette e miti, Camille osserva che i suoi gesti, le sue espressioni e i suoi piccoli rituali non sono altro che mimetismi ereditati dalla madre, dalla nonna materna e dalle donne della sua famiglia. Come uno studio antropologico, Ma mère la source combina archivi, lettere e testimonianze personali. Più che una semplice storia familiare tra le tante, 'Ma mère la source' vede il Mediterraneo come un territorio multiculturale, ricco di scambi e culture.

Shipwreck of Dreams, Emilio Nasser, Artphilein Editions (2025)
Shipwreck of Dreams di Emilio Nasser è un progetto che intraprende un viaggio alla ricerca di un senso di appartenenza, intrecciando storie di migrazione attraverso la rivisitazione di un mito svizzero poco conosciuto su una nave magica che esaudisce i desideri sul Lago di Ginevra. Il progetto ripercorre la storia di una scuola autogestita che ha vagato per Zurigo, alla ricerca di uno spazio libero e permanente, ascoltando la saggezza condivisa dalla sua comunità interconnessa e poliedrica, al crocevia delle politiche migratorie europee. Insieme, raccontano storie su cosa si possa considerare casa. Il libro presenta una documentazione collaborativa e multimediale della storia e del percorso in corso della Scuola Autonoma di Zurigo, comunemente nota come "Autonome Schule" o ASZ. Combinando fotografie, disegni, immagini d'archivio, narrazioni partecipative e saggi, intreccia la storia della scuola con il mito della nave che esaudisce i desideri, creando una cornice simbolica per affrontare i temi della migrazione, dell'appartenenza e della solidarietà. Radicato nella natura polifonica della scuola, il progetto condivide le diverse prospettive ed esperienze della sua comunità allargata.

Catholic Girl, Andrea Modica, L’Artiere Edizioni (2023)
Andrea Modica spera che ogni giovane studente di fotografia arrivi a un punto in cui il desiderio di creare superi il bisogno di successo accademico. Per lei, questo cambiamento è avvenuto nel 1984, durante gli studi post-laurea. Lo paragona a un primo bacio—un’occasione che non può essere sprecata.Dopo aver partecipato al memoriale di Garry Winogrand, Modica fece visita al suo ex insegnante di scuola superiore a Bay Ridge, Brooklyn, e tornò nella sua vecchia scuola cattolica femminile. Sopraffatta da un misto di riconoscimento e paura, continuò a tornarci, sentendo che c’era qualcosa di significativo da scoprire. Essendo stata studentessa lì solo pochi anni prima, aveva vissuto gli intensi alti e bassi dell’adolescenza. Quel giorno, si dedicò completamente al suo amore per la fotografia.Questo libro presenta il suo lavoro realizzato a Brooklyn e immagini provenienti da due scuole cattoliche femminili di New Haven, tutte scattate con una fotocamera 8×10 e stampate al platino. Influenzati da August Sander e Diane Arbus, questi primi progetti diedero avvio all’ossessione di Modica per la fotografia, che sarebbe durata tutta la vita. Guardando indietro, sente di non aver avuto altra scelta se non quella di intraprendere questo percorso, e rimane profondamente grata a coloro che l’hanno sostenuta, in particolare alle ragazze che le permisero di fotografarle nel 1984.

Heimatkunde, Nicolò Degiorgis, Christine Frenes, Rorhof (2017)
Heimat è una parola tedesca che non ha una traduzione diretta in nessun'altra lingua. Descrive un sentimento di appartenenza a un contesto locale, sociale, culturale e geografico. Insegnata come Heimatkunde nelle scuole elementari di lingua tedesca dell'Alto Adige fino all'inizio degli anni '90, la materia esplora il mondo di ogni bambino partendo dall'individuo, per poi espandersi alla famiglia, agli amici, alla classe, alla struttura sociale e alla geografia immediata, fino ad arrivare all'ambiente, agli animali, alle piante e alla storia locale. Heimatkunde è stato realizzato in collaborazione con Christine Frenes, insegnante di Degiorgis, ed è composto dal diario Heimatkunde che Nicolò Degiorgis stesso creò tra gli 8 e i 10 anni. Il libro è un invito a mappare i propri elementi geografici e concettuali del luogo in cui viviamo, creando una visione personale e sfaccettata della nostra dimensione locale.

TUTTI FRUTTI, Andrea Basileo, XYZ Books (2022)
In TUTTI FRUTTI, Andrea Basileo ritrae un campo estivo inclusivo per bambini, che si svolge in diverse zone della Svizzera italiana. Il programma riunisce un gruppo di circa venti bambini, metà dei quali con disabilità. Partecipando come volontario, l'artista, nel corso dell'esperienza, sviluppa gradualmente il desiderio di descrivere per immagini ciò a cui assiste. Il progetto, iniziato nel 2015, si concentra sui momenti quotidiani dei bambini. Più che una descrizione degli eventi, il libro raccoglie una serie di suggestioni, da cui emerge la pura gioia e la libertà sfrenata.



