Chiara Cunzolo & Marianna Sgherri

Chiara Cunzolo & Marianna Sgherri

Chiara Cunzolo ha studiato Cinema e Produzione Multimediale all’Università di Pisa, per poi proseguire gli studi in Fotografia Contemporanea a Firenze e da Spazio Labo; Marianna Sgherri ha studiato Sociologia e Politica a Firenze, e successivamente Comunicazione e Marketing Internazionale a Londra. Si sono incontrate nel 2012 all’interno della compagnia teatrale inclusiva Mayor Von Frinzius, all’interno della quale hanno lavorato Marianna come co-regista e coreografa e Chiara come fotografa.

A partire da quell’incontro avvenuto più di dieci anni fa, le due hanno pensato, sviluppato e portato avanti molti progetti artistici e professionali l’una di fianco all’altra. Le due artiste hanno lavorato insieme, ma anche singolarmente portando avanti – ognuna col proprio linguaggio – una approfondita indagine sul corpo, sui corpi non conformi, sul significato della disabilità e sul corpo come mezzo di comunicazione universale. Marianna attraverso il movimento e Chiara attraverso lo scatto di immagini hanno esplorato il concetto di estetica umana, declinata verso l’inclusione di ogni corpo, portatore di un proprio sentire e di un proprio desiderio avente diritto di esistere.

Il progetto /con·tàt·to/ è nato dalle suddette premesse, dal bisogno di unire artisticamente le ricerche personali e individuali, convogliandole in un progetto unico.

chiaracunzolo.jimdo.com  mariannasgherri.wordpress.com

Erika

Untitled

/con·tàt·to/

Esplorare il mondo con il solo senso del tatto, usando la pelle come un radar arcaico che scopre l’altro toccando. Il corpo è un mezzo di comunicazione democratico, universale, che permette a tutti di interfacciarsi con l’esterno indipendentemente dalle proprie abilità e dalla propria forma. Ma l’occhio che guarda non è così universale, non riesce a osservare e basta. Cosa proietta sui corpi nudi che si appoggiano gli uni sugli altri con movimenti sinuosi? Scorge forse tracce di piacere? Riconosce il piacere come diritto universale? Siamo talmente schiavi del concetto di estetica “normale” – nel senso di “norma”, che ci risulta molto difficile immaginare, e quindi accettare, la realtà. Ma la realtà è fatta di pulsioni, piacere e ricerca del piacere, carne, ossa, pelle, sudore, sospiri e contatto. Dove corrono i limiti? Qual è l’elemento di resistenza maggiore; la realtà o la nostra immaginazione?

Gli attori hanno chiuso gli occhi per accompagnare lo spettatore in questo viaggio verso il piacere umano e reale, inclusivo per natura. Gli occhi aperti dello spettatore indagheranno, scruteranno, scivoleranno lungo la pelle altrui. Riusciranno a provare piacere?

Testo di Marianna Sgherri

Photo di Chiara Cunzolo

 



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