PATRIZIA VASCHETTO – ZERO IN CONDOTTA CAFE’

Manhattan è una sorta di realtà virtuale. Un luogo per certi versi irreale.
E’ un prodotto della forza di volontà, dell’ ambizione e del denaro.
E a differenza di altri luoghi non si fonda sul proprio passato,
ma sulle sue potenzialità e sul futuro.
Detto questo, ciò che rende Manhattan, così come NYC, e il mondo intero,
più complicata di qualunque descrizione io possa darne, è il fatto di essere
al tempo stesso un luogo vero. Fatto di gente che vive nei suoi edifici,
mangia, si veste e si dà da fare per pagare l’affitto.
(Jonathan Lethem)

New York è la città più iconica del mondo. La conosci senza esserci stato grazie ai film, ai video musicali ed alla pubblicità. Ma quando riesci ad andarci davvero, ti innamori di questa città non solo perché è bellissima, ma perché ci sono loro…i newyorkesi. Sono cordiali, disponibili e con uno spiccato senso di solidarietà. Sono loro l’anima pulsante della città che non dorme mai, con i loro sogni, con la loro forza di volontà, con la loro energia inesauribile e con il loro amore incondizionato per la Grande Mela. Dopo aver visitato New York in primavera l’artista Patrizia Vaschetto è rimasta colpita dalla voglia dei newyorkesi di riappropriarsi della città e di viverla all’aria aperta dopo il rigido inverno. La mostra coglie proprio alcuni di questi momenti di vita cittadina.

Patrizia Vaschetto nasce e vive a Torino. E’ un avvocato, ma con la passione per la fotografia fin da quando era ragazzina. E’ una grande viaggiatrice ed ha espresso la sua fotografia soprattutto come reportage di viaggio. Dai suoi studi umanistici ha sviluppato l’amore nel ritrarre soprattutto le persone nelle varie situazioni e in tutte le loro sfaccettature per cogliere la naturalezza e la spontaneità nei loro gesti e nelle loro espressioni. In questo periodo si sta anche cimentando con la realizzazione di progetti fotografici che portino a riflettere. Nel 2014 ha presentato una sua opera a Paratissima dal titolo “Velocità e Lentezza”, con cui voleva sollevare il dubbio sul senso della velocità con cui viviamo il nostro tempo. Alcune sue fotografie sono state selezionate dalla giuria del Paratissima Photo Contest ed inserite nella mostra collettiva “Quei giorni all’ex MOI” nel 2013 e nella mostra collettiva “Eccentrico!” del 2014.

 

 

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